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Droga e riciclaggio, 24 arresti a PeroLa centrale era in un bazar di Milano

26 Dicembre 2013 15:19:12

SPACCIO DI COCA EHASHISH IN UNA PIAZZA DELLA CITTADINA DELL’HINTERLAND

Droga e riciclaggio, 24 arresti a PeroLa centrale era in un bazar di Milano

Giro d’affari da un milione di euro al mese. In codice, «un metro di stoffa» erano 100mila euro

Il bazar del riciclaggioComando provinciale dei Carabinieri di Milano

I carabinieri di Pero (Milano) hanno sgominato un’organizzazione che gestiva lo spaccio al dettaglio di cocaina e hashish in piazza Cinque Giornate della cittadina dell’hinterland milanese

"Droga e..." Sviluppi di eventi

. L’indagine, denominata in codice «Piazza bianca», era iniziata nei primi mesi del 2013 e si è conclusa il giorno di Santo Stefano con l’arresto in flagranza di 24 persone, il recupero di oltre 16 kg di droga e il sequestro di cifre ingenti di denaro.

RICICLAGGIO - I militari hanno poi individuato i canali di riciclaggio del denaro con una operazione collegata, in codice «Money Cleaners», che ha consentito di scoprire i flussi del denaro sporco. Si è scoperto che il principale «centro di raccolta» usato dalla banda in provincia di Milano era l’«Atlas Bazar», un esercizio commerciale in via Isimbardi, in zona Cermenate a Milano, dove gli spacciatori arrestati depositavano i guadagni illeciti. Stesso discorso per un secondo bazar, a Rozzano.

DAL MAROCCO - Per gestire il giro di soldi da un milione di euro al mese, i delinquenti «nostrani» prendevano ordini dall’estero: è stata accertata l’esistenza di un network criminale internazionale, a struttura piramidale, dedito al riciclaggio di denaro sporco, stimato in oltre un milione di euro mensili (le stime sono per difetto), che aveva il suo punto di arrivo in Marocco.

«UN METRO DI STOFFA» - Gli spacciatori versavano nei due bazar il denaro ricavato dalla vendita della droga e in caso di bisogno potevano prenderne in prestito per finanziare il traffico. Gli investigatori hanno trovato la contabilità del gruppo e i bazar milanesi sono risultati in contatto con altri in Olanda, Belgio e Marocco. I negozi servivano anche da money transfer illegali: lo spacciatore versava il denaro, dal bazar partiva una telefonata che annunciava l’arrivo di «un metro di stoffa» (ogni metro erano 100mila euro). L’equivalente era quindi consegnato in Marocco ai parenti degli spacciatori. Il bazar-banca tratteneva il 20 per cento della somma e il giro d’affari era di oltre un milione di euro al mese.

Redazione Milano online

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